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Transizione energetica e filtrazione: nuovi combustibili, nuovi processi, nuove sfide

Transizione energetica e filtrazione: nuovi combustibili, nuovi processi, nuove sfide

La transizione energetica non riguarda solo l'energia elettrica. Per l'industria manifatturiera, significa cambiare i combustibili nei processi termici, introdurre nuove materie prime, modificare le condizioni operative degli impianti — e fare tutto questo mantenendo la conformità normativa e la continuità produttiva.

Per i sistemi di filtrazione industriale, questo si traduce in sfide tecniche concrete che vale la pena analizzare.

Nuovi combustibili, nuovi profili di polvere

Il recepimento italiano della Direttiva RED III, avvenuto con il D.Lgs. n. 5 del gennaio 2026, fissa obiettivi ambiziosi: entro il 2030 il settore industriale dovrà aumentare di 1,6 punti percentuali all'anno la quota di energie rinnovabili utilizzate, mentre l'idrogeno rinnovabile dovrà coprire almeno il 42% del fabbisogno industriale. Ista

Sul fronte pratico, la sostituzione — anche parziale — di combustibili fossili con biomassa, biometano o idrogeno cambia la natura dei fumi e delle emissioni che i sistemi di filtrazione devono gestire. La combustione di biomassa, ad esempio, genera particolati con caratteristiche diverse rispetto al carbone o al gas naturale: granulometria differente, contenuto di umidità più variabile, potenziale corrosivo più elevato. Ogni cambiamento nel combustibile è potenzialmente un cambiamento nelle condizioni operative del filtro.

I settori hard-to-abate e la pressione sul sistema ETS

I settori hard-to-abate — quelli che non possono essere semplicemente elettrificati — vedranno una progressiva riduzione delle quote gratuite nel sistema ETS a partire dal 2026. Acciaio, cemento, chimica, ceramica, carta: sono tutti settori in cui la filtrazione delle emissioni gioca un ruolo critico, e in cui la pressione normativa ed economica a ridurre le emissioni è destinata ad aumentare significativamente. Ista

Idrogeno: opportunità e specificità tecniche

L'obiettivo italiano è che entro il 2030 l'idrogeno rinnovabile copra almeno il 54% del fabbisogno di idrogeno del comparto produttivo. I processi che utilizzano idrogeno presentano caratteristiche operative specifiche — temperature più elevate, diversi profili di umidità — che richiedono componenti filtranti progettati per queste condizioni. Non si tratta di sostituire un componente con un altro: si tratta di riprogettare il sistema in funzione del nuovo processo. Ista

La filtrazione come variabile strategica

In questo scenario, la scelta del sistema filtrante non è più una decisione puramente tecnica da prendere a valle della progettazione dell'impianto. Diventa una variabile strategica da considerare nelle fasi di pianificazione della transizione — insieme al combustibile, al processo e alla normativa.

CleanAir lavora su questi temi con clienti che stanno affrontando o pianificando cambiamenti nel mix energetico dei propri impianti. Se il vostro processo è in evoluzione, è il momento giusto per ragionare insieme sulle implicazioni per il sistema di filtrazione.

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